Per via delle feste…o per qualsiasi altro motivo o momento, la tentazione di aprire il barattolo dei marshmellow e utilizzare cibi dolci per calmare o compensare emozioni difficili – ad esempio tristezza, stress, noia o frustrazione- può essere capitata a chiunque. In psicologia rientra nel confort eating, ovvero il mangiare per consolazione.
I cibi dolci stimolano il rilascio di dopamina e serotonina, che producono una momentanea sensazione di benessere e sono spesso legati a ricordi positivi (infanzia, feste, sicurezza).
E’ normale occasionalmente concedersi qualche eccezione ed un momento di dolcezza, che può divenire un problema se è l’unico modo di gestire le emozioni. Non prepariamoci ai momenti di festa quindi saltando pasti, stando esageratamente leggeri e contando ossessivamente le calorie: la compensazione non è equilibrio, ma una risposta alla GRASSOFOBIA !!
Il timore di inadeguatezza o di non accettazione per le propria immagine corporea talvolta può trasformare il cibo in un nemico da sconfiggere e contro cui lottare. Affinchè resti una gioia, un piacere e l’occasione per condividere momenti di affettività e amicizia, è opportuno ricordare che la salute, il benessere e le relazioni affettive non si misurano tramite le taglie e che il rispetto, a prescindere dal proprio rapporto col cibo, dalle proprie forme corporee e dalle proprie fragilità, è doveroso per tutti !

